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Baghdad: autobomba vicino chiesa

Edizione del: 27 dicembre 2013

Strage nel giorno di Natale a Baghdad, nel quartiere meridionale di Dora, in cui vive una piccola comunità Cristiana.

Contrariamente a quanto dichiarato in precedenza da fonti anonime della polizia, l’obiettivo principale non è stata la chiesa, anche se le 2 bombe esplose hanno causanto la morte di 35 persone e 56 feriti, molti dei quali mentre uscivano dalla chiesa dove si era appena conclusa la Messa natalizia.

Al momento non ci sono rivendicazioni.

Il Governo, accogliendo la richiesta dal Patriarcato Caldeo, aveva proclamato per la prima volta il Natale festa nazionale.

Una decisione che aveva molto confortato la minoranza Cristiana che dal 2003 ha visto una devastante diaspora che ha ridotto da 2 milioni a 300mila i discepoli di Cristo in questa terra.

Il Portavoce del Ministero dell’Interno ha rivelato che la sicurezza irachena aveva avvertito del rischio di attentati in quel mercato e ha sottolineato come a Dora “convivano Musulmani e Cristiani”.

Un sacerdote di Dora ha confermato che la chiesa di San Giovanni, quella indicata dalle fonti della polizia, “non ha avuto niente a che fare con l’attentato”, mentre il Patriarca Caldeano Louis-Raphaël Sako ha dichiarato che l’attacco ha avuto come obiettivo “una zona povera nei pressi della chiesa di Dora”.

Lo stesso Vescovo Ausiliario di Baghdad dei Caldei, Monsignor Shlemon Warduni, ha detto che non si tratterebbe di un attacco deliberato contro i Cristiani.

L’attentato è giunto mentre le forze di sicurezza stavano portando avanti una massiccia operazione militare nel deserto a occidente del Paese, a caccia di militanti di Al Qaeda e altre frange ribelli nascosti ai confini con la Siria.

Le violenze in Iraq hanno ormai raggiunto il picco nei poco più di 5 anni trascorsi da quando una schiera di militanti Sunniti legati ad Al Qaeda hanno intrapreso una lunga serie di attacchi contro il Governo a guida Sciita del Primo Ministro Nurial-Maliki e il suo sostegno.

Le vittime di questa strategia di sangue si contano a migliaia.

La minoranza Cristiana, stimata tra le 400mila e le 600mila persone, è spesso finita nel mirino dei militanti di Al Qaeda.

Si ricorda in particolare l’azione terroristica in cui nel 2010 44 fedeli e 2 sacerdoti furono uccisi nella chiesa Siro-Ortodossa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, a Bagdad.

Per arrivare alla serie di autobomba, sparatorie e missioni suicide che hanno insanguinato il Pellegrinaggio dei Musulmani Sciiti nella settimana che ha preceduto il giorno di Arbaeen, Sacro per gli Sciiti, che quest’anno coincideva con la vigilia di Natale.

Il 2013 è stato l’anno più cruento, oltre 6650 le persone rimaste uccise.

Violenze a sfondo religioso che hanno portato a un impressionante diminuzione dei cristiani in Iraq.

Si calcola che dal 2003, anno dell’arrivo dell’Esercito americano, i Cristiani sono passati da 1 milione e mezzo all’attuale mezzo milione.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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