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Avvenire e Oss. Romano controllano Renzi

Edizione del: 27 febbraio 2014

Matteo RenziVaticano e Cei continuano la linea di credito sottoscritta nei confronti del Governo Renzi.

La fiducia all’esecutivo prima al Senato e poi alla Camera è l’occasione per ribadire i segnali di “apertura”, sia verso la figura e lo stile personale del giovane Capo del Governo sia sulla proposta politica con cui viene protratta in forma stabile l’esperienza delle larghe intese.

“Nel suo discorso programmatico il Presidente del Consiglio dei Ministri ha sorpreso soprattutto per lo stile informale con il quale è sembrato rivolgersi più agli italiani che ai Senatori presenti, e per la spiccata attenzione agli elementi pratici piuttosto che alle dichiarazioni di principio”, scrive l’Osservatore Romano.

Il quotidiano della Santa Sede saluta anche “il tentativo pragmatico” di Renzi di “superare ogni scontro ideologico” sui temi “più delicati e divisivi per il Paese, quelli sui quali la sinistra e la destra italiane si sono scontrate frontalmente in questi anni, come per esempio il tema dell’immigrazione e dello ius soli o dei diritti civili”.

Anche per il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, “qualcosa di nuovo è accaduto” perché “ieri da Matteo Renzi abbiamo ascoltato intenzioni e attenzioni che rovesciano lo schema abituale alto-basso”, scrive il Direttore Marco Tarquinio parlando di “urgenze reali in primo piano”.

Renzi – si legge nell’editoriale – “ha individuato temi e banchi di prova veri e coinvolgenti”, dalla riduzione della pressione fiscale alla trasparenza sulla spesa pubblica, dalla sburocratizzazione del Paese al rilancio della scuola.

“Bisogna fare l’abitudine allo stile del nuovo Premier – dice il Direttore di Avvenire – e sarà più facile se alle parole seguiranno i fatti con la rivoluzionaria rapidità che, in modo persino provocatorio, è stata promessa”.

C’è però “un vuoto che stupisce”, quello del Ministero degli Affari Europei.

“Alla vigilia del semestre di presidenza Ue, rinunciare alle competenze dell’ex Ministro Moavero – scrive il Direttore – non è segno utile di discontinuità”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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