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Attivisti Siria: Dall’Oglio non è rapito

Edizione del: 2 agosto 2013

Non un rapimento, ma un isolamento volontario di alcuni giorni per condurre trattative con i Jihadisti.

Sarebbe questa la ragione della scomparsa nel nord della Siria del Padre Gesuita Paolo Dall’Oglio, secondo quanto spiegato mercoledì da attivisti che lo hanno accompagnato nel viaggio dalla vicina Turchia.

Ma per il momento la Farnesina si limita a dire che il religioso è “irreperibile”, senza sbilanciarsi sulle possibili cause.

Papa Francesco, intanto, ha ricordato il “fratello”, Gesuita come lui, durante la Messa per la ricorrenza del Fondatore dell’Ordine, Sant’Ignazio di Loyola.

La strada per servire la Chiesa con “generosità e spirito di obbedienza”, ha detto il Pontefice, è anche quella di “dire al Signore di voler fare tutto per il suo maggior servizio e lode, imitarlo nel sopportare anche ingiurie, disprezzo, povertà. Ma penso al nostro fratello in Siria in questo momento”.

Dubbi sull’annuncio fatto lunedì sera da alcuni attivisti a Raqqa – secondo i quali Dall’Oglio era stato rapito in quella città – erano sorti già martedì, quando diversi siti dell’Opposizione avevano detto che in realtà il Gesuita era impegnato in una mediazione per ottenere il rilascio di una troupe della televisione Orient, voce del fronte anti-regime, sequestrata alcuni giorni fa vicino ad Aleppo.

Mercoledì gli attivisti hanno precisato che le trattative sono cominciate domenica.

Dall’Oglio, hanno aggiunto le fonti, aveva un appuntamento con Abu Bakr al Baghdadi, Capo dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, Organizzazione a cui è collegato il Fronte al Nusra, principale Forza Jihadista dell’Opposizione.

E in vista dei negoziati aveva preannunciato che per alcuni giorni avrebbe chiuso ogni contatto con l’esterno.

Impossibile però sapere se ora l’isolamento perduri per agevolare le trattative o se lo stesso Gesuita possa essere stato trattenuto.

“Se Padre Dall’Oglio sta facendo iniziative per il bene, speriamo che vadano in porto, gli siamo vicini spiritualmente”, ha detto da parte sua Padre Federico Lombardi, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, anch’egli Gesuita.

Dall’Oglio, che ha vissuto 30 in Siria prima di esserne espulso nel giugno del 2012, “è una persona coraggiosa, informata del rischio, conosce bene quei luoghi”, ha affermato Lombardi.

Ma sulla vicenda, ha aggiunto, il Vaticano “non ha informazioni specifiche”.

Parlando alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, il Capo della Farnesina, Emma Bonino, ha detto che sul rapimento di Dall’Oglio non vi sono conferme, così come non ci sono novità sull’inviato della Stampa Domenico Quirico, scomparso dal 9 aprile.

“L’unico dato ‘positivo’ è che non abbiamo cattive notizie”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri riferendosi a questa seconda vicenda.

Sul terreno, nel frattempo, le Forze Lealiste hanno lanciato un’offensiva per riconquistare la strategica cittadina di Khan al Assal, ad ovest di Aleppo, caduta il 22 luglio scorso nelle mani dei Ribelli.

Lo ha riferito l’Ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, Ondus, ricordando che in due giorni in questa località gli Insorti uccisero 150 soldati, 50 dei quali con esecuzioni sommarie dopo che si erano arresi.

A Damasco, invece, sei dipendenti di un “centro di ricerche scientifiche” sono stati uccisi e altri 19 feriti da un colpo di mortaio che ha centrato un autobus su cui viaggiavano nel quartiere di Barzeh.

Lo scrive l’agenzia governativa Sana, addossando la responsabilità dell’attacco a “terroristi”, come normalmente i mezzi d’informazione ufficiali chiamano indistintamente gli autori di attentati o di attacchi a Forze del Regime.

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