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Ass. Orlandi ignorata dal Papa

Edizione del: 21 novembre 2013

 Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la cittadina vaticana misteriosamente scomparsa nel 1983 all’età di 15 anni, ha espresso tutta la sua delusione per quanto accaduto ieri in Piazza San Pietro dove all’Udienza Generale  era presente una delegazione di 40 rappresentanti dell’ Associazione Emanuela Orlandi, che sono stati ignorati, secondo loro, da Papa Francesco.

“Quello che non capisco è perché in Vaticano continuino con questo atteggiamento controproducente, che danneggia prima di tutto loro: è così che si spinge la gente a pensare che forse in effetti c’è qualcosa che si voglia nascondere”.

I Membri dell’Associazione, in piazza con le magliette con la foto di Emanuela e la scritta “Chi dimentica cancella, noi non cancelliamo”, sono stati visibilmente ignorati dal Papa che invece ha salutato  gli altri fedeli che stavano vicino a loro.

E l’Associazione col nome della ragazza scomparsa non è stata citata, sempre secondo loro volutamente,  tra i gruppi e parrocchie, oltre 100, elencati, come prassi, all’inizio dell’Udienza.

E’ stata persino citata l’Associazione “Diavoli in festa”, di località “Casa del Diavolo”, ma quella col nome di Emanuela Orlandi no, nonostante avesse presentato la richiesta per i biglietti d’accesso e fosse stato accettato come gruppo con tale nominativo.

“Una cosa incomprensibile – commenta Pietro Orlandi -. Non avendo detto quel nome è come se lo avessero detto 10 volte. E’ anche un atteggiamento poco furbo. E’ incredibile che a distanza di 30 anni il nome di Emanuela Orlandi in Piazza San Pietro sia ancora impronunciabile. E pensare che invece non ci sono stati problemi per nominare i ‘Diavoli in festa’. Loro sì ed Emanuela no: come dire, il diavolo e l’acqua santa”.

L’altro motivo di delusione, il passaggio del Pontefice davanti ai Membri dell’Associazione durante il giro tra i fedeli.

“Quando il Papa è passato con l’auto vicino a noi – ha dichiarato Adriana Dari, Organizzatrice dell’incontro – ha fatto di tutto per evitare di rivolgere un cenno di saluto o di incrociare lo sguardo con noi, nonostante Pietro Orlandi e 2 suoi figli si fossero protesi verso di lui”.

“Ci è sembrato chiaro – ha aggiunto – che ci fosse la volontà di oscurare la nostra presenza, come ormai da anni stanno facendo le Gerarchie Vaticane sulla vicenda di Emanuela Orlandi”.

“Non mi ero illuso più di tanto, trattandosi di un’Udienza pubblica – commenta ancora Pietro Orlandi -. Però mi è dispiaciuto”.

E non si può certo dire che il Papa non abbia visto le magliette con la foto di Emanuela.

“Non ho mai preteso che si fermasse – concede Orlandi -. Però c’era mio figlio che si è sporto dalla transenna e il Papa ha lanciato solo un leggerissimo sguardo, non ha accennato né a un sorriso né a un saluto, come invece ha fatto con tutti gli altri. L’ho visto quasi in imbarazzo. Ci ha superato guardando avanti, ha evitato lo sguardo”.

Pietro Orlandi non intende certo accusare, e non dà ovviamente la colpa al Papa dell’esclusione dell’Associazione dalla lista dei gruppi presenti, però sottolinea “la situazione anomala”, che si dimostra “controproducente anche nei confronti di Papa Francesco”.

“Con questi atteggiamenti le persone sono incoraggiate a pensare che ci sia qualcosa da nascondere – osserva -. E purtroppo io avevo vicino a me persone che alla fine dicevano: anche Francesco è come gli altri”.

Il fratello di Emanuela, che continua a chiedere che chi conosce la verità sul caso di sua sorella parli, comunque non perde la sua speranza: quella di riuscire ad avere un incontro a tu per tu con il Pontefice. Incontro per il quale, ricorda, ha inoltrato ai 2 Segretari di Bergoglio “almeno 6 richieste”, finora inutilmente.

“Lui ci dice che la parola di Gesù dev’essere resa concreta – ricorda Orlandi -. E nel Vangelo si dice che ‘non c’è nulla che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto’. E’ proprio quello che chiediamo venga messo in pratica”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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