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Ass. gay su intervista Papa

Edizione del: 22 settembre 2013

Le Associazioni gay hanno apprezzato le dichiarazioni sugli omosessuali fatte da Papa Bergoglio nella sua prima intervista, che ha fatto il giro del mondo in poche ore, e rilasciata alla rivista Civiltà Cattolica, anche se ad alcuni, come l’Arcigay, non è piaciuto l’accenno alla malattia fatto dal Pontefice nell’affrontare il tema.

“Novità sul piano sociale”, “rivoluzione”, “visione della Chiesa aperta”, sono alcuni dei principali commenti.

E’ comunque un importante passo avanti, che acquista maggior valenza, a sentire le associazioni, in un momento in cui la politica ha prodotto una legge contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Franco Grillini, Presidente di Gaynet Italia, “è un morto che cammina, in Senato non ha i voti per passare e non piace a nessuno nella comunità Lgbt”.

Il Papa “fa una rivoluzione” ed è “più avanti di tanti politici” commenta Fabrizio Marrazzo, Portavoce di Gay Center.

“In questi ultimi anni siamo stati abituati a un’ingerenza punitiva nei confronti delle persone omosessuali da parte della Chiesa. Le parole di Papa Francesco sono un’apertura verso un nuovo modo di intendere il rapporto tra la Dottrina Cattolica e la vita delle persone. C’è da vedere se produrranno un cambiamento di rotta. Sicuramente – conclude il Portavoce di Gay Center – questo Papa è più avanti di tanti politici italiani che si richiamano alla tradizione Cattolica per attaccare i gay”.

La novità importante del discorso di Papa Bergoglio, a parere dell’Arcigay, “non è sul piano morale bensì su quello sociale: il Pontefice infatti riconosce e addirittura denuncia lo stigma sociale che le persone omosessuali subiscono, una lettura tutt’altro che condivisa, ad esempio, all’interno del nostro Parlamento”.

Tuttavia – osserva Flavio Romani, Presidente dell’Associazione – “le dichiarazioni di Papa Bergoglio sono tappe di un equilibrismo che questo Pontefice compie su temi considerati storicamente ‘delicati’ dalla Chiesa Cattolica e del quale ancora fatichiamo a comprendere la sintesi”.

“Certo è che questo Papa sembra smorzare l’anatema del Vaticano sulle persone omosessuali, che resta invece sulle persone transessuali, sulle quali il silenzio pesa come un’implicita condanna, ma nel farlo – spiega Arcigay – non si emancipa dalla dialettica ‘disagio/cura’ che caratterizza da sempre l’approccio della Chiesa su questi temi e che per noi resta assolutamente irricevibile”.

Una lettura, quest’ultima, per niente condivisa da Daniele Priori, Segretario di Gaylib, Associazione degli omosessuali di centrodestra, per il quale sono fuori luogo letture ‘maliziose’ di alcune parole del Pontefice, …curando, anche con la nostra predicazione, ogni tipo di malattia e di ferita”.

“Ognuno di noi è peccatore e malato dal punto di vista del Catechismo autentico” fa notare il Segretario di Gaylib ricordando le parole del Pontefice: “chi sono io per giudicare”, sottolineando che “da credente mi basta”.

Anche Priori coglie l’occasione per strigliare le ultime performance della politica su questi temi.

“Visto come è andata con la Legge anti-omofobia direi che senz’altro il Vaticano ha superato l’Italia. L’arrivo di Papa Francesco ha mandato in pensione Ratzinger e Bertone mentre noi abbiamo ben attivi in Parlamento Giovanardi, Binetti ecc…”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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