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Arrestato chi voleva soldi caso Orlando

Edizione del: 6 marzo 2014

Emanuela OrlandiFrancesco Pio Sbrocchi, foggiano, che nel 1994  minacciò il Vaticano di far trovare in piazza San Pietro, morta, Emanuela Orlandi, se dalla Santa Sede non fosse stato pagato un riscatto di 40 miliardi di lire, è stato arrestato

Insieme ad altri 2 foggiani, don Tonino Intiso, all’epoca responsabile della Caritas diocesana a Foggia, e l’Avvocato Matteo Storace, secondo l’accusa orchestrò il tentativo di estorsione nei confronti della Città del Vaticano.

In aggiunta ai 40 miliardi, la pretesa era quella di assunzione di 150 persone in Istituti bancari e il trasferimento di 600 impiegati della Pubblica Amministrazione.

Per comprovare l’esistenza in vita di Emanuela Orlandi, Sbrocchi, che era una sorta di intermediario dell’organizzazione, avrebbe consegnato una videocassetta a chi, per la Santa Sede, Monsignor Luigi Di Liegro, Responsabile della Caritas a Roma, conduceva la trattativa.


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