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Arciv. Pelvi celebra Messa con Pasfa

Edizione del: 17 maggio 2013

L’Arcivescovo Vincenzo Pelvi, che mercoledì mattina, nella Chiesa di S. Caterina da Siena a Magnanapoli, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in occasione dell’Incontro Nazionale del Pasfa, l’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate, riconosciuta dalla Conferenza Episcopale Italiana e che fa parte della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, ha sottolineato come  “La parola di Dio, che oggi ci viene offerta, orienta il cammino di questi giorni, che ci preparano alla solennità di Pentecoste. Chi ama Gesù viene attirato nell’intimo di Dio mediante l’immersione nella parola di Dio”.

“Chiediamoci - ha detto l’Ordinario per l’Italia – se siamo veramente pervasi dalla parola di Dio? È vero che essa è il nutrimento di cui viviamo, più di quanto non lo siano il pane e le cose di questo mondo? La conosciamo veramente? La amiamo? Essa realmente dà un’impronta alla nostra vita e a quella dell’Associazione? Oppure sono le opinioni predominanti i criteri con cui ci misuriamo? Ci lasciamo veramente purificare nel nostro intimo dalla parola di Dio?”.

All’annuale appuntamento, a cui sono intervenute le Rappresentanti dell’Associazione che è presente in tutte le Regioni italiane, l’Ordinario Militare ha ribadito “la riconoscenza per la dedizione e la passione con cui siete accanto ai militari in difficoltà. La vostra è una bella missione e sono certo che il Signore non vi farà mancare un supplemento di amore per rendere sempre più generoso il vostro servizio ai più umili, deboli, malati, poveri, sofferenti”.

“Purtroppo oggi – ha sottolineato Mons. Pelvi – si ridicolizzano l’umiltà e l’obbedienza come virtù servili, mediante le quali gli uomini sarebbero repressi. Si è messo al loro posto la fierezza e la libertà assoluta dell’uomo. Esiste la superbia distruttiva e la presunzione, che disgrègano ogni comunità e finiscono nella violenza. Sappiamo noi imparare da Cristo la retta umiltà, che si sottomette alla verità, cioè alla volontà di Dio?”.

Infine il Presule ha ricordato che “unirsi a Cristo suppone la rinuncia. Comporta che non vogliamo imporre la nostra strada e la nostra volontà; che non desideriamo diventare questo o quest’altro, ma ci abbandoniamo a Lui, ovunque e in qualunque modo Egli voglia servirsi di noi. Solo vivendo la rinuncia, che in un primo tempo può causare dolore, vedrete crescere la gioia dell’amicizia con il Signore”.

Di qui la necessità della preghiera, che aiuta a conoscere sempre meglio Gesù: il suo modo di essere, di pensare, di agire.

“Pregare è un camminare con Cristo, raccontando a Lui la nostra vita quotidiana, le nostre riuscite e i nostri fallimenti, le nostre fatiche e le nostre gioie. Solo dialogando con Lui diventeremo veramente ‘un corpo solo e un’anima sola’ con Cristo”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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