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Arciv. Parolin si confida su nomina

Edizione del: 8 settembre 2013

“Segretario di Stato, che emozione!”, inizia così il racconto dell’Arcivescovo Piero Parolin, nuovo Segretario di Stato, che è ancora nella Nunziatura di Caracas.

Papa Francescom confida, gli ha detto: “sarebbe disponibile ad aiutarmi?”.

“Ero lontano un mondo dal pensare che un giorno sarei arrivato a ricoprire questo incarico, così impegnativo. Mai mi sarei sognato, mai avrei immaginato e anche – per la verità – mai l’ho cercato. Magari, come dice San Paolo, il Signore vuole scegliere quelli meno capaci, ma che lui sa possono realizzare qualcosa di buono. E’ stata un’ulteriore sorpresa del Signore nella mia vita”.

“In questi giorni – confida l’Arcivescovo Parolin – è stata davvero una maratona, come del resto succede in queste circostanze. Avevo preso degli impegni, che dovevo onorare, così ho dovuto correre. Mi sono persino bruciato la faccia sotto il sole rovente”.

“Spero di riuscire a sistemare alcune questioni prima di tornare in Italia, ma qui è davvero difficile. Non si conclude mai niente. Si ripresentano sempre gli stessi problemi. Vorrei almeno riuscire ad agevolare il compito all’incaricato d’affari che dovrà sostituirmi fino alla nomina del prossimo Nunzio”.

“Io faccio quello che posso, quello che mi sento di fare, ma lo faccio con tutto il cuore; ci metto amore – spero di non risultare presuntuoso, dicendo questo – cerco sempre che le cose vengano fatte nel migliore dei modi. Per il resto, mi considero una persona di media capacità”.

Il Medio Oriente sarà sicuramente in cima alla sua agenda futura.

“E’ un ambito al quale si dovrà certamente dare grande priorità, come del resto il Papa sta già facendo. Sono in gioco l’equilibrio del mondo, la convivenza presente e futura di varie religioni, dei grandi gruppi etnici. O andiamo verso un mondo dove sapremo integrare le nostre differenze e farne occasione di crescita, o andremo verso la guerra totale, al di là dei problemi contingenti. Ci sarà molto da lavorare. Purtroppo fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Ma non è vero che il mondo è dei violenti, il mondo è fatto per la maggior parte da persone buone, bisogna dare loro voce. La Chiesa deve dare spazio e protagonismo a queste persone affinché prevalgano il dialogo, la pace, la concordia, insomma la Civiltà dell’amore”.

“Andrò a Vicenza e ringrazio fin da ora tutti quelli che mi hanno manifestato il loro appoggio e la loro vicinanza. Ma praticamente ho appena finito di festeggiare la nomina a Nunzio. Invece di altri festeggiamenti, chiedo a tutti di continuare a pregare”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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