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Arciv. Parolin benedice dormitorio

Edizione del: 4 febbraio 2014

Sarà l’Arcivescovo Pietro Parolin, vicentino, nuovo Segretario di Stato Vaticano e prossimo Cardinale, a benedire il nuovo dormitorio-mensa che la Caritas veneziana sta realizzando a Marghera, nei locali dell’ex scuola Edison, su impulso del Patriarca Moraglia.

La breve cerimonia è prevista per le ore 16 di domani, mercoledì 5 febbraio, alla presenza delle Autorità locali e delle comunità Ecclesiali del territorio.

La presenza in città del più stretto collaboratore del Santo Padre è motivata dal fatto che l’opera, messa sotto la protezione di San Giuseppe, si chiamerà “Dormitorio-Mensa Papa Francesco”.

Dell’iniziativa il Pontefice era stato informato dal Patriarca stesso, nei mesi scorsi.

E ora sarà il suo Segretario di Stato a benedire i locali, l’opera e quanti la frequenteranno.

Non si tratterà di un’inaugurazione vera e propria perché i lavori sono ancora in corso ma questo, sottolinea don Dino Pistolato, Vicario Episcopale e Direttore della Caritas diocesana, è il segno che “la Chiesa di Venezia è un cantiere aperto. Esprime la logica di una realtà in divenire”.

Il nuovo Dormitorio – con annessa Mensa, pensata per consumare la prima colazione e la cena – si sviluppa su una superficie di circa 450 mq, al piano terra dell’edificio che si trova a destra dell’ingresso da via Mameli, dietro gli uffici della Prefettura.

Sarà strutturato in 4 blocchi di 3 camere ciascuno, corrispondenti alla vecchia ripartizione in aule; ogni camera avrà 2 letti, per un totale di 24 posti.

Sarà, inoltre, presente un ufficio per l’accoglienza e una camera per l’operatore.

Un blocco di bagni e uno di docce sono a servizio degli ospiti; un altro è riservato all’operatore.

La struttura dispone, appunto, di una cucina, per la colazione e per scaldare le vivande della cena che saranno portate da fuori, e di una sala-mensa per consumare i pasti.

Il dormitorio accoglierà, per il momento, solo uomini; vi si accederà dopo un colloquio e per un periodo di permanenza massimo di 15 giorni, peraltro rinnovabile.

Quanto alla tipologia degli ospiti, “sarà l’operatività concreta a dirci se dovremo connotare la struttura in qualche modo – spiega ancora don Pistolato -. Intanto cerchiamo di rispondere a un bisogno: dare un tetto a chi l’ha perso, sotto il quale possa trovare anche la cena e la colazione, per affrontare il quotidiano”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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