Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Arciv. Gaenswein: entra nella “sua” diocesi

Edizione del: 17 settembre 2013

Accolto come una Star, con curiosità e affetto, l’Arcivescovo Georg Gaenswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa Emerito Benedetto XVI, ha fatto il suo ingresso domenica scorsa, 15 settembre a Urbisaglia nella “sua” diocesi virtuale, in quanto da tempo dismessa: “ma com’è giovane, com’è bello… e è alla mano come Papa Francesco”.

Era stato Papa Ratzinger, nel dicembre scorso, a dare la dignità Vescovile al suo collaboratore più vicino senza però privarsene come sarebbe successo trasferendolo a capo, ad esempio, di una diocesi in Germania.

Ricevuto in Comune dal Sindaco Roberto Broccolo, che gli ha donato un “baule dei ricordi” con foto e materiale informativo sulla città romana di Urbs Salvia, neppure 3.000 anime ma un passato di tutto riguardo, Mons. Gaenswein ha esordito assicurando ai presenti: “Porterò il vostro saluto sia a Papa Benedetto che a Papa Francesco, perché vivo con il primo, ma lavoro con il secondo”.

“E’ la prima volta che sono qui. Quando ho fatto gli studi di italiano a Perugia – ha poi raccontato – ho visitato Tolentino e Macerata, però devo confessare che ho aspettato fino ad oggi per venire da voi”.

Nella Messa concelebrata con il parroco don Marino Migliori nella chiesa di San Lorenzo, ha scelto per l’omelia la parabola del Figliol Prodigo, per sottolineare che “il Signore ci è sempre vicino anche quando ce ne allontaniamo”.

Prima, aveva fatto una breve visita alla Casa di Riposo accolto dagli applausi degli anziani ospiti, ai quali ha stretto le mani e impartito la benedizione.

Ma è stato in Piazza, dove era previsto un aperitivo, “come quello che prepariamo per gli sposi”, rivelano i titolari del bar che lo ha approntato, che c’è stato il vero e proprio bagno di folla per il neo Arcivescovo.

Applausi, richieste di foto insieme a lui, strette di mano, e da parte sua baci ai bambini e carezze agli anziani.

“Non me l’aspettavo tanto entusiasmo – ha ammesso – e questa per me è una sorpresa piacevolissima. Con Urbisaglia è nato un amore a prima vista. Mi aveva parlato a lungo di questa cittadina il Cardinale Giuseppe Bertello quando aveva saputo della mia nomina, e l’aveva descritta tanto bene per cui oggi mi sembra come se l’avessi già vista”.

Come proprio stemma, ha quindi ricordato, aveva scelto San Giorgio che uccide il drago, “poi arrivo a Urbisaglia – ha detto – e scopro che San Giorgio è anche il simbolo di questa città. Ciò significa che c’era già un disegno da qualche parte”.

Infine, una parentesi curiosa: a un certo punto della giornata è caduta qualche goccia di pioggia, ma lui ha rassicurato tutti dicendo: “Non abbiate paura, non pioverà”.

E in effetti ha smesso di piovere.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

You must be logged in to post a comment Login