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Arciv. Fisichella: 6mln Pellegrini Anno Fede

Edizione del: 30 luglio 2013

L’Arcivescovo Rino Fisichella fa un bilancio dell’Anno della Fede aperto nell’ottobre del 2012.

“Ad oggi i Pellegrini che sono giunti a Roma, quelli iscritti presso di noi, sono quasi 6 milioni. Senza calcolare tutti gli altri. Un’enormità di gente che ha partecipato in massa al Pellegrinaggio sulla tomba di Pietro”.

E si sofferma anche sull’immagine di Papa Francesco che sale la scaletta dell’aereo diretto in Brasile con una borsa nera in mano: “Quell’immagine ci riporta all’idea di Dio che si dà da fare per gli uomini. Quella di Papa Francesco è una borsa di lavoro con il breviario e i suoi appunti di lavoro. Perché non pensare che quella è l’immagine di un Papa che si sta prendendo cura degli altri con la preghiera e lo fa con quelli che sono i suoi strumenti di lavoro?”

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, inoltre, osserva: “L’elezione di Papa Francesco, la semplicità della sua parola e i contenuti della sua comunicazione, che fin dal primo giorno sono stati quelli della misericordia, dell’amore, della vicinanza di Dio, hanno riportato tantissime persone alla confessione. Questo è un dato che noi attingiamo da tantissimi sacerdoti in giro per il mondo. Poi vediamo l’affetto verso il Papa. Le persone che fanno a gara per poterlo avvicinare toccare. Ho in mente le scene con Giovanni XXIII. Era chiamato il Papa buono, era ricercato dalla gente, ma nessuno gli si avvicinava. Era pressoché impossibile, il Papa stava ancora sulla Sedia Gestatoria. In quei tempi fare comunicazione era più difficile, però tutti sentivano Papa Giovanni vicino. La sua bontà raggiungeva tutti. Penso che siamo nello stesso fenomeno, ma in più c’è adesso la possibilità concreta, per lo sviluppo che abbiamo avuto, di avvicinarsi al Papa e quindi quello che è il senso, il sentimento delle persone trova riscontro anche nella presenza”.

“Questo probabilmente – sottolinea Monsignor Fisichella – dovrebbe diventare un insegnamento anche per i Grandi della Terra che non comprendono che la grandezza non è nel potere che si ha, ma nel servizio che si realizza per gli altri. Penso che i Grandi abbiamo dimenticato che, solo nella misura in cui si sta in mezzo alla gente e se ne condivide la vita, si può anche servire con coerenza il popolo”.

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