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Arciv. Crociata su Obolo Papa

Edizione del: 3 luglio 2013

L’iniziativa dell’ “Obolo di San Pietro” si deve agli anglosassoni.

Infatti, dopo la loro conversione nel medioevo, si sentirono tanto legati al Vescovo di Roma, che decisero di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Papa.

Così nacque il “Denarius Sancti Petri”, l’elemosina a San Pietro.

Domenica scorsa la colletta si è raccolta in tutto il mondo Cattolico.

Monsignor Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana,  ha sottolineato che “proprio perché c’è un impoverimento generale a causa della crisi economica, la generosità deve essere maggiore, perché se noi abbiamo difficoltà per un impoverimento generalizzato, altrove le difficoltà si moltiplicano, si intensificano, fino a mettere a repentaglio”.

“In questi tempi, si è tentati forse di essere preoccupati per la crisi economica e per le difficoltà che attraversiamo nel nostro Paese, dove tanta gente pure si impoverisce. Questo può portare erroneamente a ritenere meno importante e meno urgente questo servizio, questo compito”.

Al contrario, “la generosità che noi possiamo dare nei confronti dei più lontani, sicuramente si moltiplicherà in possibilità ancora maggiori per noi. Per cui – è l’appello finale del Segretario Generale della Cei – non chiudere il cuore, ma aprirlo ancora di più, proprio in un momento di difficoltà, perché solo allargando il cuore alla solidarietà si crescerà tutti e si supererà tutti ancora meglio la crisi in cui ci troviamo”.

Papa Francesco domenica, all’Angelus, davanti ai 60mila fedeli in piazza, ha voluto pubblicamente “ringraziare i Vescovi italiani e tutte le parrocchie, specialmente le più povere, per le preghiere e le offerte che sostengono tante iniziative Pastorali e caritative del Successore di Pietro in ogni parte del mondo”.


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