Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Arciv. Chacour: pericolo Sharia

Edizione del: 31 maggio 2013

A lanciare l’allarme per i Cristiani del Medio Oriente è l’Arcivescovo Elias Chacour, Capo della Chiesa Cattolica Greco-Melchita Israeliana, la Comunità Cristiana più numerosa in Israele con circa 80 mila fedeli su un totale di circa 150 mila Cristiani nel Paese.

“Primavera Araba è una definizione sbagliata: in Tunisia, in Egitto, in Iraq, in Libia e ora in Siria quello a cui assistiamo è uno spargimento di sangue oceanico, non vedremo il verde crescere dopo questa cosiddetta Primavera”.

“Molti muoiono ma quelli che perdono di più sono i Cristiani”, mentre le speranze del “popolo che per la prima volta si è rivoltato contro i Regimi” sono state tradite a causa del “pericolo” che venga imposta “la Sharia”, la Legge Islamica.

Incontrando un gruppo di giornalisti, Mons. Chacour ha espresso tutta la sua preoccupazione per la comunità Cristiana della Siria, costretta in gran parte ad abbandonare il Paese a causa della Guerra Civile.

Mons. Chacour ha evocato il parallelo con quanto avvenuto in Iraq a seguito dell’ “invasione” americana.

“Non abbiamo stime precise sul numero di quanti sono dovuti fuggire dalla Siria in Libano, in Giordania e in Turchia – spiega l’Arcivescovo Cattolico – ma una volta nel Paese c’erano due milioni di Cristiani e 160 piccoli villaggi Cristiani che ora sono completamente vuoti”.

“Mi chiedo – protesta Mons. Chacour – che cosa stia facendo il mondo occidentale per non intervenire. La cosiddetta ‘Primavera Araba’ è il più grande cambiamento nella storia dell’Islam, perché se prima si trattava soprattutto di lotte di potere al vertice dei Regimi Autoritari, ora è il popolo che agisce”.

Tuttavia, prosegue, le aspettative sono state tradite: “Noi non eravamo felici con i Regimi Totalitari, ma non lo siamo nemmeno oggi perché c’è il pericolo della Sharia”, la Legge Islamica.

Se si imponesse “sarebbe esecrabile”, sottolinea l’Arcivescovo, ma “non sappiamo che cosa succederà nel lungo termine”.

Chacour, che evidenzia il ruolo positivo delle religioni affermando che queste devono essere “parte della soluzione e non del conflitto”, racconta di aver incontrato persino il Vescovo di Damasco che “piangeva come un bambino” per la sorte dei Cristiani nel Paese, “ridotti in condizioni misere, senza cibo né acqua quando erano una comunità prospera”.

Al contrario, descrive in termini positivi la condizione dei Greco-Melchiti in Israele, 17 mila solo ad Haifa con 32 parrocchie nel Paese, 28 preti, scuole ed Istituzioni proprie.

“Qui – afferma – abbiamo libertà di espressione e non siamo occupati”.

L’Arcivescovo parla poi di Papa Francesco, che definisce un “eroe dell’umiltà”, e apprezza il suo definirsi “Vescovo di Roma”.

“Alcune persone in Vaticano – afferma – dimenticano questo aspetto e dimenticano che niente è nato a Roma mentre tutto è partito da qui”.

“Ai miei sacerdoti che vanno a Lourdes o a Medjugorjie – aggiunge con una battuta – dico di dire alla Madonna che è ora di tornare a casa sua, qui, invece di andare in giro per il mondo”.

Per quanto riguarda il rapporto tra le Chiese in Terra Santa, Mons. Chacour sottolinea che ci vorrebbe più “condivisione” oltre che “comunione”.

“Condivisione – spiega – vuol dire farsi carico dei problemi del proprio vicino. Prendiamo la colletta per la Terra Santa del Venerdì Santo: bene, anch’io sono Terra Santa, anzi, sono il Vescovo della più grande comunità Cristiana della Terra Santa, posso assicurare di essere un vero credente, ma dove vanno tutti quei soldi? Io, non vedo niente”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login