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Arciv. Audo: la Chiesa è di tutti

Edizione del: 8 gennaio 2014

Mons. Antoine Audo, Arcivescovo Caldeo di Aleppo, che descrive la vita della popolazione nei giorni di Natale caratterizzati da una “pioggia di bombe” e oltre 500 morti, ma anche da storie di solidarietà e condivisione fra Cristiani e Musulmani, afferma che “la Chiesa di Aleppo è presente nonostante le bombe, la fame e il freddo di queste settimane. Desideriamo vivere e avere fede, mostrando la nostra solidarietà verso tutti senza distinzioni di religioni o fazioni. Questa è la nostra missione, il nostro compito”.

Per il Vescovo i continui appelli del Papa alla pace hanno permesso a sacerdoti, Prelati e laici di non perdere la speranza e di avere fede in Dio.

“Il 25 dicembre – racconta Mons. Audo – sono cadute almeno 12 bombe in vari quartieri, molti dei quali Cristiani, facendo molte vittime”.

Il Vescovo sottolinea che la situazione è migliorata negli ultimi giorni, ma nella città i poveri sono tantissimi.

I bombardamenti di Regime e Ribelli, il freddo e i prezzi dei viveri alle stelle hanno ridotto la popolazione alla fame.

Anche la classe media si è impoverita.

“Purtroppo non vediamo la fine di queste violenze – spiega – nessuno sa quando finirà questa guerra. Tutto si può accettare, ma non questa confusione che non lascia intravedere spiragli di cambiamento”.

Tale situazione non impedisce ai Cristiani e alla Chiesa di continuare la sua opera di carità e di preghiera per la pace in Siria.

Nonostante le esplosioni e il rischio di morire, centinaia di persone hanno partecipato alle 2 Messe celebrate nella Cattedrale Caldea il 24 dicembre alle 17 e la mattina di Natale.

Gli odii e le divisioni che stanno distruggendo la società siriana non hanno fermato il sostegno ai poveri e alle famiglie di sfollati.

“In questi mesi – continua Mons. Audo – migliaia di famiglie dei quartieri e dei villaggi della periferia di Aleppo si sono rifugiate nel centro della città, in particolare nei quartieri Cristiani. La Chiesa accoglie tutti, senza differenze, anche se a volte alcuni Cristiani non comprendono questa apertura che non fa distinzioni fra religioni e fazioni politiche”.

Ogni giorno nei locali della chiesa Caldea la Caritas organizza un pranzo e una distribuzione di viveri per i poveri e gli sfollati della zona, soprattutto Musulmani.

“Alcuni giorni fa – racconta il Prelato – un anziano Musulmano mi ha rincorso e ad alta voce ha espresso la sua gratitudine per il nostro lavoro, affermando che l’oro vero si vede quando ci sono difficoltà. Per i Musulmani quest’oro è la carità dei Cristiani”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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