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Arc Amburgo a Firenze per Stenone

Edizione del: 27 ottobre 2013

Mons. Werner Thissen, Arcivescovo di Amburgo, assieme ad altri 4 Vescovi della Germania, venerdì scorso ha presieduto a Firenze, nella Basilica medicea di San Lorenzo, una solenne Messa, alla presenza del Cardinale Arcivescovo del capoluogo Toscano, Mons. Giuseppe Betori, in occasione del 60° Anniversario della traslazione del corpo del Beato Niccolò Stenone dalla cripta di San Lorenzo all’interno della Basilica.

L’Arcivescovo di Amburgo ha guidato a Firenze dalla sua diocesi, portando anche una preziosa reliquia, che è stata esposta sull’altare centrale della Basilica Laurenziana, un numeroso pellegrinaggio per tale anniversario, che tra l’altro gli ha portati, mercoledì 23, anche in Vaticano per incontrare Papa Francesco durante l’Udienza Generale.

Il 2013 è un anno particolare per il Beato Danese, in quanto si celebra il 375° anniversario della nascita del Beato Niccolò Stenone, l’illustre anatomista, geologo e vescovo, sepolto da sempre a Firenze, e per questo personaggio. molto venerato da fiorentini e stranieri – e gli stranieri giungono da ogni parte del mondo per pregare sulla sua tomba, lasciando spesso un biglietto, con una supplica o richiesta di grazia, confidando nella sua intercessione  - e il 25° della sua Beatificazione ad opera di Papa Giovanni Paolo II il 23 ottobre 1988.

“La Basilica di San Lorenzo – ha detto il Priore Mitrato di San Lorenzo, Mons. Angelo Livi – vi accoglie e si rallegra per questa festa stenoniana in occasione del 60mo della traslazione del suo corpo e il 25mo della sua beatificazione. La salma di Stenone fu portata in processione per le vie del centro, che era gremita di fiorentini, che per numero enorme bloccarono il traffico, per rendere omaggio al vescovo. Salma  che nel tratto finale fu portato da 4 danesi. Nella Basilica l’Arcivescovo cattolico di Copenaghen celebrò la messa”.

“Sono lieto, come Arcivescovo di Firenze – ha detto nel suo intervento iniziale il Cardinale Betori – di porgervi il saluto di tutta la Chiesa fiorentina. Per Noi la figura del Beato Vescovo Stenone è un fulgido esempio dell’impegno di sempre dell’uomo nella ricerca della verità. I suoi studi, lungi dall’allontanarlo da Dio, anzi lo condussero a Dio, che è il principio della realtà. Cercatore della verità il Beato Stensen non trovò riposo fino a quando non giunse all’approdo della Fede Cattolica, che per lui, contrariamente a quanto si pensava a quel tempo, non ha rappresentato un freno, anzi. Come Vescovo della città che si onora di custodirne il corpo, vi ringrazio per questo vostro pellegrinaggio alla tomba di questo vostro Vescovo che tanti qui venerano”.

“E’ un onore e una gioia per noi – ha detto in italiano l’Arcivescovo di Amburgo, Mons. Werner Thissen, salutando il Cardinale Betori, il Capitolo Laurenziano e i fedeli italiani presenti – essere qui a Firenze per venerare il nostro Vescovo Stenone. Siamo lieti che qui a Firenze il Beato sia ancora venerato, e tale venerazione è per noi un ammonimento, affinché lo possiamo sempre di più apprezzare, perché è ancora oggi un grande uomo, e Papa Francesco nel suo pontificato non mancherà di rimarcare le scoperte e gli studi del Beato Stenone.”

Stenone è un’illustre scienziato che, dopo aver raggiunto la notorietà per le sue scoperte anatomiche e geologiche, intraprese un percorso di fede che, dalla passione per la scienza, lo condusse a divenire un paladino della fede prima come sacerdote, poi come vescovo.

Come Vescovo Stenone espletò il suo mandato nella Germania del nord, ad Amburgo, Hannover, Munster, fino alla morte che lo colse nel dicembre del 1686 a Schwerin, nel ducato di Mecklemburg.

Niels Stensen nasce a Copenaghen l’11 gennaio 1638. Il padre è l’orefice luterano Sten Pedersen, che lavora anche per la Corte danese.

Dal 1656 al 1659 frequenta la facoltà di medicina avendo come precettore Thomas Bartholin.

Negli anni 1660-1664 si trasferisce ad Amsterdam e poi a Leida, dedicandosi in particolare allo studio del cuore e dei muscoli, giungendo alla scoperta del dotto principale della ghiandola parotide, detto anche “dotto di Stenone”.

Conosce Spinoza ed è discepolo dell’anatomico Sylvius De La Boè.

Nel 1664 ritorna a Copenaghen, e alla morte dei genitori, non potendo avere la cattedra all’università si reca a Parigi, dove gli arriva da Leida la laurea in medicina.

Nel 1666 si trasferisce a Firenze, presso Ferdinando II, Granduca di Toscana, che lo nomina medico di Corte.

Entra nel cenacolo degli accademici del Cimento e studia embriologia e paleontologia.

In Toscana Stenone, oltre a proseguire gli studi anatomici, estende gli interessi scientifici alla mineralogia e geologia, e per ampliare le ricerche visita Pisa, Livorno, Carrara, Volterra e l’isola d’Elba.

L’opera “Prodomus dissertationis de solido intra solidum naturaliter contento”, edita nel 1669, ne fa il fondatore della moderna geologia.

Il 2 novembre 1667 Stenone, che era nato luterano, si converte al cattolicesimo.

Il cammino della conversione era iniziato dopo aver visto a Livorno, il 24 giugno 1666, la processione del Corpus Domini.

Torna per un breve periodo a Copenaghen, ma poi è di nuovo a Firenze.

Godendo della stima di Cosimo III è nominato pedagogo di Ferdinando, Principe ereditario.

Stenone abbandona progressivamente gli studi scientifici per abbracciare la carriera ecclesiastica: è ordinato sacerdote e il 14 aprile 1675 celebra la prima messa nella Basilica Santuario della SS. Annunziata a Firenze.

Con spirito di umiltà inizia l’attività di confessore nella chiesa di San Gaetano, dei Padri teatini, ora chiesa dei SS. Michele e Gaetano in via de’ Tornabuoni.

Due anni dopo, si reca a Roma, in via Loreto, e il 19 settembre 1677 è consacrato Vescovo.

In ricordo dei suoi studi anatomici sul cuore, sceglie come simbolo vescovile il cuore sormontato da una croce.

Il primo mandato è la nomina a Vicario Apostolico di Hannover.

Dal 1680 al 1683 è Vescovo Ausiliare di Münster, poi Vicario Apostolico ad Amburgo.

Nel 1685 dimora brevemente a Copenaghen.

Termina la sua intensa attività pastorale in Germania, morendo a Schwerin, nel ducato di Mecklemburg, il 25 novembre del 1686.

Nel 1687, su richiesta di Cosimo III, la salma viene spedita via mare a Livorno e tumulata, il 13 ottobre 1687, nella cripta della Basilica di S. Lorenzo a Firenze, Basilica dove sono sepolti i Membri della Famiglia Medici.

Nel 1953 il corpo è traslato in una cappella della Basilica e deposto in un sarcofago romano.

Niccolò Stenone è stato Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 23 ottobre 1988.

Con queste parole il Pontefice salutava i fiorentini convenuti nella Basilica di S. Pietro per la beatificazione: “Nella vostra città egli maturò quelle decisioni fondamentali di carattere religioso che dovevano dare un indirizzo nuovo a tutto il resto della sua vita, arricchendo la sua personalità, già tanto dotata sul piano culturale, con l’apporto di una nuova e più alta professione di vita, quella del ministro di Cristo, che allarga il cuore di un uomo ad orizzonti ben più vasti e profondi di quelli che possa assicurare la semplice scienza umana, per quanto nobile essa sia. Nella maturazione spirituale del nostro beato molto influirono i contatti con ambienti fiorentini nei quali l’amore per la scienza si sposava armoniosamente con le convinzioni di fede e con la pratica della carità: egli si rese conto che il cattolicesimo non solo non avviliva, ma esaltava quella ardente sete di verità e di conoscenza che negli anni precedenti aveva portato la sua acuta intelligenza a notevoli traguardi nel campo degli studi e delle scoperte scientifiche. Nello stesso tempo, egli rivisse e ripensò queste esperienze umane in una forma del tutto personale, e quindi profondamente libera e responsabile, come è testimoniato da quella famosa illuminazione del due novembre del 1667, con la quale, fugando ogni residua incertezza approdò alla pienezza della fede ed entrò nella Chiesa cattolica. Questa sua decisione, che rivoluzionò in qualche modo la sua anima non gli fece però dimenticare i correligionari di un tempo. Tutt’altro! Divenuto Vescovo e vicario apostolico dell’Europa settentrionale, dette prova, nei numerosi contatti con le altre confessioni cristiane, di grande carità e delicatezza conquistandosi così presso di loro una stima universale e divenendo uno dei precursori del movimento ecumenico. Per questo lo invochiamo perché la sua intercessione conduca tutti i discepoli di Cristo all’unità della fede, per la quale il Signore ha pregato: ‘Ut omnes unum sint’ (Gv 17, 11)”.

Franco Mariani

Tomba Beato stenone a firenze 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto la visita di Papa Giovanni Paolo II alla tomba del Beato Stenone durante la sua visita a Firenze.

 


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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