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Anno Santo: i peccati riservati alla Santa Sede

Edizione del: 1 dicembre 2015

Papa Francesco confessionaleNella Bolla di Indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha annunciato per la Quaresima 2016 l’intenzione di inviare nelle diocesi i “Missionari della Misericordia”.

Si tratta di sacerdoti, ha spiegato, “a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l’ampiezza del loro mandato”.

I peccati riservati alla Sede Apostolica sono assoluzioni che possono essere tolte soltanto dalla Santa Sede. Si tratta di casi molto gravi, per i quali scatta la scomunica latae sententiae, cioè automatica, immediata, senza processo, in quanto scatta nel momento in viene commesso il grave peccato, e sono ben specificati nel Codice di Diritto Canonico

Il primo di questi casi è contemplato nel canone 1367 del Codice di Diritto Canonico e riguarda “chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego”, e così “incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica”.

Il secondo caso riguarda “chi usa violenza fisica contro il Romano Pontefice”, paragrafo 1 del canone 1370.

Altri riguardano il sacerdote che assolve il “complice nel peccato contro il sesto comandamento”, cioè che assolve in confessione la persona con la quale ha avuto rapporti sessuali, canoni 977 e 1378, paragrafo 1.

Un altro caso grave riguarda il Vescovo che “senza mandato Pontificio” consacra un altro Vescovo: entrambi, consacrante e consacrato “incorrono nella scomunica late sententiae riservata alla Sede Apostolica”, canone 1382.

Cade in questa categoria il sacerdote che viola il sigillo sacramentale, ovvero il segreto confessionale, canone 1388, paragrafo 1.

Un nuovo peccato è stato aggiunto nel 2007 con un Decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede e riguarda il Vescovo che tenta di ordinare sacerdote una donna.

Infine, ma non per questo meno grave c’è un altro peccato che i preti non possono assolvere e per il quale è necessario ricorrere al Vescovo o un Penitenziere Maggiore o a sacerdoti ai quali il Vescovo ha dato questa facoltà, e si tratta dell’aborto: la scomunica latae sententiae è immediata per la madre, per il medico, per l’infermiere e per coloro che hanno convinto la donna ad abortire.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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