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Anglicani Londra contro Israele

Edizione del: 6 gennaio 2014

A Londra, nel quartiere di Piccadilly una dozzina di operai in occasione delle feste per il Natale hanno innalzato un grande pannello alto 8 metri di fronte alla Cattedrale di San Giacomo, dove in cima ci sono filo spinato e fari puntati sulla strada.

Si tratta di una replica fedele del muiro, la barriera anti terrorismo eretta in Cisgiordania da Israele.

La decisione delle Gerarchie Anglicane di portare nel cuore di Londra la denuncia di questo simbolo del conflitto mediorientale, che ha fermato i kamikaze, non è piaciuta agli israeliani, che hanno replicato alle accuse accusando di antisemitismo i segmenti della Chiesa responsabile del gesto.

Due anni fa la stessa chiesa di San Giacomo aveva attirato le ire della comunità Ebraica inglese, quando in un servizio religioso erano state eseguite diverse canzoni natalizie, che però di natalizio avevano sostanzialmente soltanto le note musicali.

Una di esse, chiamata “I dodici giorni di Natale”, aveva un testo che diceva: “Dodici assassini / Undici case demolite / Dieci pozzi ostruiti / Nove torri per i cecchini / Otto cannoniere che sparano / Sette checkpoints a bloccare / Sei carri armati che avanzano / Cinque anelli di coloni / Quattro bombe che cadono / Tre cannoni da trincea / Due colombe schiacciate / E un albero d’olivo sradicato”.

Non è la prima volta che la Chiesa inglese ttacca Israele.

Nel 2006 la Chiesa rivide i suoi investimenti in compagnie israeliani presenti nei Territori palestinesi, come la Veolia, che costruisce la ferrovia di Gerusalemme est.

Nel 2010 la Machester Cathedral, sede del Vescovo Anglicano, ospitò un seminario in cui si accusava Israele di “crimini contro l’umanità”.

Altrove, Barry Morgan, Arcivescovo Capo della Chiesa Anglicana in Scozia, ha paragonato lo stato Ebraico all’Apartheid in Sud Africa.


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