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Amnesty: stop reato diffamazione religione

Edizione del: 18 giugno 2013

Amnesty International dopo la condanna da parte di un Tribunale di Luxor di una insegnate Elementare Copta accusata di insulto all’Islam e di Proselitismo, sollecita in Egitto allo stop al “cosiddetto” reato di “diffamazione della religione dove viene usato come pretesto per calpestare il diritto della libertà di espressione e di coscienza”.

“Incriminare e imporre multe molto salate e in molti casi pene detentive contro persone solo per avere espresso la loro opinione o per avere un Credo religioso diverso è semplicemente scandaloso”, ha affermato Philip Luther, Direttore di Amnesty International per Medio Oriente e Nord Africa.

“La condanna di Demyana Obeid Abdel Nour è un pessimo segnale per tutti gli altri che in Egitto sono sottoposti a processo con simili accuse”, afferma l’Organizzazione per i Diritti Umani, citando il caso di un Avvocato Copto, Rumany Mourad, condannato in contumacia per insulto alla religione a un anno di detenzione da un Tribunale di Assiut, nell’alto Egitto.

Il caso contro di lui è stato intentato da due altri legali che lo hanno accusato di avere insultato l’Islam durante una conversazione privata sui “miracoli” citati dalla Bibbia.

Durante la prima Udienza l’Avvocato Difensore dell’imputato non si è presentato dopo avere ricevuto minacce, nella seconda scrive Amnesty, un legale dell’accusa avrebbe chiesto al giudice di rinviare il caso alla Procura per chiedere la condanna a morte.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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