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Allarme circoncisione clandestina

Edizione del: 2 giugno 2013

Circa un Musulmano su tre farebbe operare il proprio figlio in Strutture che non hanno nulla di sanitario, in assenza delle più elementari norme di sicurezza.

Addirittura in cantine trasformate in ambulatori.

Il motivo? Il costo dell’intervento, che va dai 400 ai 1.000 euro e che il Servizio Sanitario Nazionale non rimborsa.

A scattare la fotografia è Foad Aodi, Presidente dell’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, Amsi, che sulla questione lancia un appello: “E’ necessario che questo tipo di operazione venga rimborsata dal Ssn. La nostra proposta è quella di istituire ambulatori ad hoc nelle strutture pubbliche dove far pagare ai pazienti un ticket dai 70 ai 100 euro”.

Infezione ed emorragie sono i rischi più frequenti della circoncisione “clandestina”.

“Le operazioni di circoncisione – spiega il Pediatra di Milano Italo Farnetani – hanno gli stessi rischi di un intervento chirurgico normale, ad esempio eccessivo sanguinamento, difficoltà nella respirazione e infezione. Per questo c’è bisogno di una sala operatoria vera, strumenti di chirurgia idonei, operatori formati e della possibilità di risolvere le emergenze tempestivamente”. Molti però sarebbero i Musulmani che cercano un’alternativa più sicura a una circoncisione “clandestina”.

“Riceviamo ogni giorno – spiega Aodi – tantissime telefonate di genitori che cercano il modo meno costoso e più sicuro per circoncidere il figlio. Alla fine alcuni decidono per un intervento in una struttura privata, altri ritornano nel loro Paese di origine, e altri ancora si trovano costretti a ricorrere ad operazioni clandestine”.

A farsi circoncidere non sono solo i bimbi figli dei Musulmani che vivono in Italia, circa 1,3 mln, ma anche i figli dei 16 mila Ebrei italiani.

Per questi ultimi la procedura è però codificata e sicura.

La Religione Ebraica prevede infatti un rituale in Sinagoga da parte degli addetti alla circoncisione, nel rispetto di tutte le norme sulla sicurezza.

“Una pratica consentita, perché – spiega Maurizio Benato, Vice Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Fnomceo, che recentemente ha organizzato un convegno sul tema a Padova – è considerata dallo Stato italiano un atto elementare che esula dalla competenza del medico”.

Alcuni italiani, infine, possono essere circoncisi non per motivi religiosi ma legati ad una patologia.

“Le malattie per cui può rendersi necessaria la circoncisione – spiega Benato – sono ad esempio malformazioni congenite o diabete”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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