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Allarme Anglicani da ex Arciv. Canterbury

Edizione del: 26 novembre 2013

Lord Carey, ex Arcivescovo di Canterbury, descrivendo un Clero Anglicano ormai schiacciato da un “sentimento di sconfitta”, costretto a dibattersi tra l’indifferenza e gli “sbadigli” della gente, ha lanciato un allarme: la Cristianità in Gran Bretagna è destinata a estinguersi nel “giro di una generazione” a meno che non si riesca ad operare un profondo cambiamento per attrarre nuovamente i giovani verso la fede.

I commenti di Lord Carey, sono un tentativo di scuotere l’ultimo Sinodo Generale della Chiesa Anglicana, riunitosi la scorsa settimana.

Lo stesso ruolo della Chiesa d’Inghilterra quale “Istituzione Nazionale” è a rischio, secondo Lord Carey, se l’emorragia di fedeli continuerà a diffondersi nel Paese.

Il monito dell’ex Arcivescovo di Canterbury è stato raccolto dall’Arcivescovo di York, John Sentamu, che rivolgendosi ai Membri del Sinodo ha detto chiaramente che l’alternativa è “evangelizzare oppure fossilizzarsi”.

Sentamu ha avvertito della necessità di adottare un nuovo atteggiamento missionario e di abbandonare le inutili e stucchevoli discussioni interne, definite un tentativo di “spostare i mobili mentre la casa ormai è in fiamme”.

Occorre, ha detto l’Arcivescovo di York, impegnarsi in una nuova ambiziosa campagna per la “ri-evangelizzazione dell’Inghilterra”, prendendo esempio dai Santi nordici come Cutberto, Hilda e Aidan che diffusero la Cristianità nell’epoca anglosassone.

La risposta del Sinodo all’appello di Sentamu è stata l’istituzione di una Commissione.

A conferma della drammaticità del momento, basta leggere i numeri contenuti nel rapporto presentato al Sinodo della Chiesa Anglicana.

Dal 1970 la presenza in chiesa dei fedeli durante le funzioni domenicali si è quasi dimezzata, con una media odierna di 807mila persone.

Si tratta di numeri, ha detto ancora Lord Carey, che minacciano seriamente la capacità della Chiesa d’Inghilterra di “sostenere una sua presenza a livello nazionale”.

Per questo, è necessario rivolgersi ai giovani e dare loro “motivi per comprendere il perché dell’importanza della fede Cristiana nelle loro vite”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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