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Accusato furto elemosine presenta querela

Edizione del: 5 gennaio 2014

C’è una prima denuncia nella vicenda del furto di elemosine, circa 1 milione di euro, dalla parrocchia di Sotto il Monte (Bergamo), il paese natale di Papa Giovanni XXIII.

A presentarla alla Procura di Bergamo, per ora contro ignoti, è stato Luca Rossi, ex vice-Sindaco del Comune bergamasco e collaboratore dell’Oratorio, l’uomo ritenuto l’autore della sparizione del denaro, che sarebbe stato sottratto in 10 anni dalle offerte per le candele.

Rossi ha deciso di presentare la querela affinché venga chiarita una volta per tutte l’intera vicenda, per la quale sinora non è mai stata formalizzata nessuna segnalazione alle Autorità.

A scoprire l’ammanco era stato il parroco di Sotto il Monte, don Claudio Dolcini, che, osservando i bilanci, aveva notato che i fedeli in chiesa aumentavano, ma le elemosine no.

“La prima decisione — aveva spiegato il prete agli inizi di dicembre, quando la vicenda era stata resa nota — era stata di installare una cassaforte in Sagrestia, dove raccogliere tutte le offerte: dovevo fermare questa emorragia”.

Da allora solo il parroco e il suo vice avevano avuto accesso al denaro.

“Alla chiusura del bilancio 2012 — aveva aggiunto il sacerdote — il trend era positivo. L’unica voce in controtendenza era ancora quella relativa alle candele in chiesa. Non c’era proporzione tra le 1-000 candele accese la domenica e le cifre che si leggevano il lunedì. I soldi venivano prelevati tra l’ultima Messa della domenica e il lunedì mattina. Mi sono attrezzato per capire chi fosse il responsabile”.

Monsignor Dolcini aveva lasciato alcune banconote “segnate”, che però non sono mai  arrivate nella cassaforte della sacrestia, da qui la decisione di allestire una piccola telecamera per smascherare il ladro.

“Ho incontrato più volte questa persona — aveva sottolineato don Dolcini — perché volevo evitare anche a lui questa pubblicità. Gli ho chiesto il perché si fosse comportato così anche nel febbraio di quest’anno, ma non ho avuto risposte”.

Ora la contromossa, con la denuncia-querela dell’accusato, affinchè ora, ufficialmente, la Procura possa indagare e individuare definitivamente il ladro.


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