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Accordo S.Sede-Israele

Edizione del: 2 giugno 2013

Accordo economico e fiscale a un passo dalla chiusura tra Santa Sede ed Israele.

Secondo quanto si apprende da fonti israeliane in merito al negoziato, a cui si lavora da quando con l’Accordo fondamentale del 1993 Israele e Vaticano hanno stabilito Relazioni Diplomatiche, la maggior parte delle questioni relative allo status giuridico e fiscale dei beni della Chiesa Cattolica in Terra Santa è stata definita e una firma è vicina.

In particolare, è stata trovata un’intesa dopo 20 anni di trattativa sul regime fiscale che verrà applicato ai luoghi di culto e un accordo è stato raggiunto anche sulla questione del Cenacolo sul Monte Sion di cui la Chiesa ha reclamato in passato la proprietà.

Rimangono aperte due questioni, una relativa all’individuazione da parte di Israele di un’area nella zona del Cenacolo e una a Cesarea da dare in concessione alla controparte Cattolica, rappresentata dai Francescani che hanno in custodia i luoghi Santi.

Si tratta, secondo le fonti israeliane, di “dettagli” ma l’accordo sarebbe ormai sulla via del traguardo.

Il prossimo incontro delle due Delegazioni si terrà in Vaticano dal 3 al 5 giugno e vi parteciperanno per la prima volta le due Delegazioni rinnovate: da parte Vaticana ci sarà come capo-Delegazione il Sottosegretario agli Stati Vaticano, Mons. Antoine Camilleri che ha preso il posto di Mons. Ettore Balestrero; da parte israeliana ci sarà Zeev Elkin al posto di Danny Ayalon.

Per questo, si ritiene che un secondo incontro potrebbe essere necessario per creare “l’atmosfera giusta” per una firma considerata però ormai “a portata di mano”.

La questione strettamente fiscale, su cui ci si è a lungo confrontati in passato, è stata risolta individuando un doppio regime fiscale.

I luoghi prettamente di culto come le chiese e i cimiteri avranno una esenzione fiscale totale.

Nel caso in cui, invece, nei luoghi di proprietà Ecclesiastica si svolgano attività commerciali, come ristoranti o alberghi, ci sarà un prelievo fiscale.

Per quanto riguarda il Cenacolo, le due Delegazioni si sono accordate per la stipula di un Protocollo che affida ai Francescani la gestione del Cenacolo, ad esempio gli orari di uscita e di entrata, e la priorità nella celebrazione delle cerimonie.

Resta da definire un aspetto relativo a un’area da trovare e da dare in concessione ai Francescani al posto di quella da loro reclamata, dove ora si trova un’area parcheggio di cui non può essere cambiata la destinazione d’uso.

Un discorso simile vale per Cesarea, dove i Cristiani hanno chiesto di poter avere un’area da destinare all’accoglienza dei Pellegrini e dove si possa sostare in preghiera. Richiesta che il Governo israeliano ha accettato e che sarà definita anch’essa quando verrà individuata quest’area.

Cesarea è un luogo caro ai Cristiani perché qui transitò San Paolo.

Sul luogo vi sono resti di una chiesa risalente all’epoca dei primi Cristiani e di una chiesa dei tempi delle Crociate.

Il sito subì poi demolizioni nel 1948 con la costituzione dello Stato di Israele.

Al momento la Delegazione israeliana ha indicato un’area appena fuori dal parco nazionale di Cesarea.

Le “questioni di sostanza”, spiegano comunque le fonti israeliane, “sono ormai state risolte, i maggiori progressi sono stati fatti negli ultimi due anni”.

Ciò che resta “non sono che dettagli”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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