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4 Vescovi ex Angeli del Fango

Edizione del: 3 novembre 2013

Da Angeli si sono trasformati poi in Vescovi: sono 4 ex Angeli del Fango che nel novembre 1966, seminaristi o sacerdoti, che chiesero ed ottennero dai loro superiori di lasciare le proprie città dove studiavano per andare ad aiutare Firenze alluvionata, e che oggi sono diventati Vescovi di importanti città, uno è addirittura diventato Cardinale.

I loro nomi, con non poca sorpresa, vennero fuori, per la prima volta, durante le celebrazioni del quarantennale dell’Alluvione, nel 2006 quando nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, l’allora Arcivescovo di Firenze, Cardinale Ennio Antonelli, raccontò la loro avventura per aiutare la città alluvionata.

Si tratta dei seguenti presuli:  Mons. Giuseppe Betori, nel 2006 Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e oggi Cardinale e Arcivescovo di Firenze, di Mons. Luciano Monari, nel 2006 Vescovo di Piacenza e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana oggi Vescovo di Brescia, di Mons. Diego Coletti, nel 2006 Vescovo di Livorno e oggi Vescovo di Como, di Mons. Mansueto Bianchi, nel 2006 ex Vescovo di Volterra, nominato dal Papa alla guida della diocesi di Pistoia, che tra l’altro è nato  il 4 novembre del 1949 e nominato dal Papa a Pistoia il 4 novembre del 2006, segno che il 4 novembre deve essere per lui sempre una data particolare nella sua vita.

Il Cardinale Betori ha raccontato la sua esperienza da ex Angelo nel suo primo messaggio alla città, nel 2008, e poi nel saluto al Sindaco di Firenze sul sagrato del duomo in occasione della presa di possesso della diocesi.

Monsignor Bianchi ha fatto un accenno durante il suo ingresso a Pistoia, ma gli altri due, Coletti e Monari, mai avevano parlato pubblicamente della loro esperienza.

Tutti sono rimasti sorpresi che il Cardinale Antonelli ne abbia parlato in occasione del quarantennale, ma nessuno, prima di me – che dal 1994 come Presidente e Fondatore dell’Associazione Firenze Promuove, organizzo ogni anno le cerimonie per l’Alluvione, soprattutto dedicate al ricordo dei 35 morti, mai ufficialmente onorati – è andato a chiedergli un ricordo diretto di quanto fecero per Firenze e i fiorentini alluvionati.

Su Firenze 47 anni fa, la mattina del 4 novembre, si rovesciano più di 650 mila tonnellate di fango spinte da incalcolabili masse d’acqua alla velocità di sessanta-settanta chilometri all’ora.

La punta massima di altezza raggiunta dall’acqua fu di 5 metri e 20 nei quartieri di Santa Croce e a Gavinana.

Alla fine un bollettino comunale redatto il 1 marzo 1967 segnalò il seguente elenco danni: “700 piazze e strade alluvionate, lungo 30.000.000 metri quadrati di superficie, 50.000.000 metri cubi di acqua e nafta, 650.000 tonnellate di fango, 3 case totalmente crollate, 43 parzialmente, 190 puntellate perché pericolanti (da tenere presente che la maggior parte degli stabili comprende numerosi quartieri di abitazione), 13.943 abitazioni devastate (con altrettante famiglie) per un totale di 43.097 persone, 62 scuole comunali alluvionate, 600 aziende industriali (quasi tutte ripristinate) 9.752 esercizi commerciali (comprese 128 gallerie antiquarie), 8.584 botteghe artigiane, 11.688 quintali di alimentari vegetali distrutti, 7.583 quintali di alimentari animali, 662 grossi capi di animali morti, 1.080 piccoli, 75 miliardi di lire (attenzione che il dato è riferito al valore delle lire nel 1966, ndA) di perdite registrate nel settore industriale, 85 miliardi in quello commerciale, 35 miliardi in quello artigiano; la ricettività alberghiera è stata riattivata all’85%. Nei danni sopra riportati non sono compresi quelli subiti dal patrimonio artistico”.

Come sempre, nessun accenno ai morti, dimenticati fino a quando, nel 1996, per il trentennale, l’Associazione Firenze Promuove non ha iniziato a ricordargli annualmente: 17 morti in città e 18 in provincia, tra cui le due più piccole vittime, Marina Ripari e Leonardo Sottile, entrambi di soli 3 anni e di Sesto Fiorentino.

In occasione poi del quarantennale ho diffuso, per la prima volta in assoluto, l’elenco, che a suo tempo fu stilato dalla Prefettura di Firenze, dando un volto e un nome a queste inerme vittime e raccontando, per ognuno, le modalità della loro morte.

Negli articoli successivi troverete invece il racconto della loro avventura fiorentina nel novembre 1966 che, in esclusiva, e per la prima volta, mi hanno fatto singolarmente i 4 ex Angeli del Fango oggi Vescovi.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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