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2013: l’Anno dei 2 Papi

Edizione del: 31 dicembre 2013

L’Anno 2013 che ormai sta volgendo è già passato alla Storia come l’Anno dei 2 Papi.

In questo editoriale di fine anno, obbligatorio per un Direttore, potrei sbizzarrirmi nel ricordare eventi buoni e brutti, ma per un quotidiano cattolico come il nostro, è d’obbligo soffermarsi su come Papa Francesco, non solo abbia richiamato “le pecorelle” sperdute all’ovile – sono sotto gli occhi di tutti le chiese tornate a riempirsi di fedeli, come Piazza San Pietro ogni volta che parla Papa Bergoglio – ma anche come abbia rimesso la Chiesa in movimento.

La rinuncia al Pontificato da parte di Benedetto XVI è una scelta che ha segnato e continuerà a segnare anche le prossime epoche della Chiesa.

Essa avrà sue conseguenze per quanto riguarda i prossimi Pontificati.

“È un’ apertura di una strada, che, come disse Papa Benedetto nella sua motivazione alla rinuncia, è connessa anche ai tempi che noi stiamo vivendo. Non tanto, quindi, ad una sua semplice situazione personale, quanto alla collocazione nei tempi con l’accelerazione, l’accumulo dei problemi che pongono”.

Benedetto XVI, con grande lucidità, e come hanno sottolineato molti, anche con grande umiltà, per dare un rinnovato vigore alla Chiesa ha deciso di rinunciare al Pontificato.

Come ha giustamente evidenziato Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana, ma anche attento commentatore della vita sociale ed ecclesiale, “Papa Francesco, effettivamente, ha messo in cammino la Chiesa, con grande forza, e l’ha messa in cammino con il suo esempio, il suo impegno e anche con tanti messaggi e iniziative: pensiamo al nuovo Sinodo sulla famiglia, all’incoraggiamento a rinnovare la Chiesa ed anche la nostra vita concretamente. Siamo entrati in una situazione in cui la Chiesa è messa in movimento. Non vengono presentati degli obiettivi precisi, delle immagini precise di come dovrà essere organizzata la Chiesa domani per arrivare a questo obiettivo”.

“Le fatidiche modifiche strutturali, le riforme di cui tanto si parla –  aggiunge Padre Lombardi – servono o valgono intanto in quanto aiutano questo, cioè intanto in quanto le strutture, gli strumenti o le organizzazioni sono effettivamente al servizio dello spirito e dell’annuncio del Vangelo. Questo è quello che Papa Francesco intende come riforma: rendere gli strumenti e le strutture più adatte alla missione della Chiesa”.

Come un più stretto rapporto con i poveri, con le persone che hanno più bisogno della vicinanza dell’amore del Signore e della testimonianza di Dio, è questo che vuole soprattutto Papa Francesco.

Si, fare l’elemosina, ma quando la fai devi guardare negli occhi la persona a cui la offri, e cercare un contatto con lei, altrimenti è inutile farla.

Questo è stato il 2013, e questo sarà principalmente il motivo per cui quest’anno sarà ricordato da tutti.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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