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20 Guardie Svizzere in Emilia

Edizione del: 2 giugno 2012

Anche la Guardia Svizzera Pontificia è corsa in aiuto alle popolazioni terremotate dell’Emilia. Da questa mattina, e  fino a lunedì,  20 alabardieri del Papa saranno all’opera nelle terre martoriate dal sisma, “con un gesto spontaneo di carità cristiana”.

Lo ha annunciato il Capitano Lorenzo Merga, ticinese, da 17 anni nel corpo ponificio. “Ovviamente – ha scherzato – partiamo senza le alabarde”. “Aggiungerci ai volontari che sono già attivi nei soccorsi – ha spiegato  – ci è venuto in mente anche come istintivo atto di amicizia verso il vescovo di Carpi, Francesco Cavina, che fino a pochi mesi fa lavorava in Vaticano”.

Le Guardie, durante tutto il periodo della loro “ferma”, che minimo dura due anni, non hanno molto tempo libero da dedicare ad iniziative che esulano dal compito principale che è quello di garantire la custodia e la sicurezza del Santo Padre.

“Un’iniziativa nata per aiutare la popolazione emiliana provata dal terremoto, un atto di carità e di solidarietà spontaneo”, ha sottolineato il tenente colonnello Christoph Graf, vice comandante della Guardia Svizzera Pontificia, spiegando la singolare missione umanitaria. “Vi rimarranno fino a lunedi’ 4, approfittando della permanenza del Papa a Milano, che permette loro una relativa libertà dai turni di lavoro. Metteranno le qualità e professionalità al servizio della gente. Tra di loro, infatti, ci sono falegnami, contadini, impiegati, cuochi, carpentieri, meccanici, pasticcieri, giardinieri, elettricisti, carrozzieri e studenti”. 

Con il permesso dell’Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato Vaticana, e d’accordo con il comandante Daniel Rudolf Anrig, sono stati presi i contatti e organizzata l’iniziativa’.

I venti militi  sono chiamati a svolgere principalmente servizio di sorveglianza nel perimetro dell’ospedale di Carpi e nel presidio sanitario di Mirandola, ma non mancheranno anche di compiere alcuni lavori di fatica.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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